Più di così si muore

Titolo: Più di così si muore

Autore: Sabina Macchiavelli

Editore: Giraldi

Anno di pubblicazione: 2019


SINOSSI

Ambientato sull’Appennino emiliano, il romanzo raccoglie un intreccio di storie legate dal filo di una scomparsa. Le storie sono quelle dei componenti di una famiglia di origine bolognese, i Pascali, sullo sfondo di un bellissimo casale ristrutturato che nelle sue pietre e nei suoi prati conserva ancora il mistero delle anime che ci sono passate. La scomparsa è quella di uno dei tre fratelli, Donato, che dopo un’ultima, ambigua telefonata dal Sudamerica non dà più notizie di sé. Quando un giorno la moglie in lacrime ne annuncia la morte, per Lieta e Severino inizia un periodo doloroso, di ripensamenti e accuse reciproche, ma anche di riflessione sulla vita di ciascuno e sui loro rapporti reciproci. L’instabilità e la tensione che covavano sotto il piano delle relazioni formalmente affettuose esplodono e richiedono di venirne a patti. Il discorso di “successo” e soddisfazione che ciascuno si è costruito appare in realtà una struttura barcollante che puntella difficoltà reali: nei rapporti interpersonali e nelle personali reazioni a ciò che il mondo pretende da noi.


RECENSIONE

Più di così si muore, primo romanzo di Sabina Macchiavelli, richiama già nel titolo la delicata ironia, che accompagna le vicende della famiglia Pascali, divisa tra Ca’ dei Gobbi, una casa colonica ristrutturata ai confini del modenese, in cui vivono Lieta, suo marito Geoffrey e la figlia BJ, il casale poco lontano, abitato dai vecchi genitori, e Bologna, dove stanno invece i fratelli di Lieta, Severino e Donato (quando non è in Sudamerica).

Non capita spesso, per una famiglia così numerosa, di avere occasione di ritrovarsi tutti attorno a un tavolo. Non capita più, da quando nonna Clelia è stata ricoverata in ospedale, in seguito a una crisi respiratoria, e Donato è sparito, dopo una strana telefonata con cui ha svegliato Severino e BJ nel cuore della notte.

È attorno a questo mistero che cominciano a dipanarsi le storie dei singoli personaggi, la loro quotidianità, il loro carattere, i ricordi che li legano o che li tormentano. E l’affetto, sicuramente, ma anche le tensioni, i silenzi, i non detti, che condizionano le relazioni interpersonali, tanto più destabilizzate quanto più si protrae l’assenza di Donato.

Tuttavia, non sono solo i personaggi a parlare, a guidare la narrazione di questo affresco corale, sono anche i luoghi a raccontare la storia. Sono i luoghi dell’Appennino, le sue montagne, i prati, i boschi silenziosi e immobili, impenetrabili.

Sono i luoghi della linea gotica e delle brigate partigiane, ma sono pure i luoghi dei casali in pietra a vista, con gli intonaci rosa pallido, i tetti in cotto e le aiuole intorno, come Ca’ Rosetta e Ca’ dei Gobbi, custodi di ricordi, dei momenti felici e di quelli più dolorosi.

I luoghi mantengono la memoria”, scrive Sabina Macchiavelli, “non si sa come accada, è un’impronta perpetua, della debole perpetuità di cui siamo fatti, impressa nella superficie delle cose”, e forse è proprio il legame che si crea (o, a volte, si scioglie) tra la natura, le cose e le persone a rendere questo romanzo ancora più suggestivo.

Più di così si muore è una saga familiare e un romanzo psicologico, capace di indagare il senso della vita con originalità e delicatezza, e di incantare il lettore per la sua intensità emotiva, dalle prime pagine fino all’epilogo. Che, volutamente, non fornisce tutte le risposte che avremmo voluto, perché anche questo è cifra della nostra esistenza.


L’AUTORE

Sabina Macchiavelli è nata a Bologna nel 1964, abita fra i monti dell’Appenino modenese. Si occupa di cultura come organizzatrice di eventi ed insegnante di lingue straniere. Conduce laboratori di scrittura creativa per bambini e adulti. È autrice di audio documentari e studiosa di docufiction radiofonica, per la quale ha ottenuto un dottorato presso la University of South Wales di Cardiff. Ha pubblicato racconti e saggi comparsi in riviste e antologie. Nel 2013 è uscita per Einaudi la raccolta di racconti E a chi resta, arrivederci, scritta con il padre Loriano. Questo è il suo primo romanzo.

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